mercoledì 4 marzo 2009

Le chicche di piombo di Sanremo viste da mia madre...




Mi apprestavo a prepararmi per andare a letto, mentre alla tv stava per iniziare Porta a Porta.
La puntata era dedicata a Sanscemo, tema che ormai raggiunge lo stesso numero di puntate dedicate a Padre Pio.
Un numero INCREDIBILE ( e con incredibile intendo proprio che non ci si può credere) di persone, suppongo e voglio immaginare di età compresa tra i 50 e i 102, se ne stavano sedute in poltrona con il loro plaid di lana ad aspettare la presentazione della versione nuovo millennio di Massimo Ranieri: Marco Carta.
Standing ovation alla tv, applausi di 10 minuti e lì ,affianco a me, mia madre esultante.
Rimango per un attimo pietrificata. La visione di mia madre-donna che amo , stimo,ammiro e apprezzo- in adorazione di marco carta-piccolo fiammiferaio arrivato dalla fabbrica di Maria de filippi alias Mangiafuoco,era troppo per me.
Poi le mie orecchie odono delle paroline dallo strano significato:" Perchè non ascolti queste canzoni anche tu anzichè sentire quella musica pallotica* che senti sempre? Ci credo che hai sempre l'ansia se ascolti canzoni da endovena. Guarda Marco Carta è simpatico, allegro, ottimista e sempre sorridente, proprio come BERLUSCONI!"
A quel punto avrei voluto rabbrividire ma non ce l'ho fatta. La prima reazione, immediata e spontanea, è stata scoppiare in una grossa e sonora risata. Di quelle vere e sane che capitano raramente.
Quell'associazione così strana e raccapricciante aveva talmente del paradossale che aveva subito provocato nella mia mente lo stesso effetto dell'umorismo secondo la concezione Pirandelliana.
In due parole: l'assurdo che sfocia in comico tramite un effetto contrario.
Così ,già turbata e divertita, in uno status di dissociazione logico-cerebrale, cerco di intraprendere un dialogo con quello strano extraterreste che si era impossessato di mia madre.
"Mamma, come puoi parlare di Marco Carta come se stessi parlando di De Andrè?"
"Ma che c'entra, non hai ancora capito la funzione di Sanremo"
"Sì, quella di soddisfare l'udito delle signore un po' attempatelle come te dai gusti musicali caserecci, o quello delle ragazzine dall'urlo facile che appena vedono un capello gelatinato svengono"
"Eh vabbè e Marco Carta lo ascoltano le gagge** come tua madre", dice lei convinta e risoluta. Poi aggiunge "E non ti atteggiare ad intellettuale colta di musica "
"Bè, mamma , mi sto laureando in Musica e Spettacolo, IO", rispondo fingendomi convinta , com se fossi quasi arrivata al Premio Nobel (per la demenza).
"Stai zitta , va. Pensa a me che sono andata a sentire Eros ed avevo pure la bandana. Eppure non sono ne attempatella ne una ragazzina urlante. A me piace la musica orecchiabile e allegra"
"Ma infatti tu sei come le zie zitelle che amano Massimo Ranieri"
"Se è per quello a me piace pure Albano e poi la vorresti tu la voce di Massimo Ranieri, quando canta TANTE ROSE PER TE (e aggiunge pure un TZE'!)"
Anche lì la reazione migliore sarebbe stata il congelamento emozionale, ma ancora una volta il meccanismo inconscio che conduce alla risata l'aveva avuta vinta:
"Mamma, Tante Rose Per Te la canterai tu, ma la canzone si chiama ROSE ROSSE"
"Vabene maestrina, comunque a me piace e piace pure SINCERITAAAAAAA" ( Lì ho capito subito da chi ho preso. Neanche 3 giorni fa mi ero autoregistrata cantando la stessa canzone. In quel momento ebbi la versione di mia madre. Tutto quadrava alla perfezione).
"Quella piace pure a me, ma Albano no. Lui lo ascoltano solo a Santa Maria di Leuca"
"E' Cellino San Marco e comunque assomiglia pure a tuo padre da giovane. Ora zitta che ascolto il mio idolo".
Poi da lontano sento di nuovo la sua voce:"Tanto lo so che ora vai nel blog e scrivi qualche cavolata su di me"

Ero senza parole, ma divertita allo stato puro. Mi stavo avviando fuori dalla sua stanza. Non appena ho udito quella frase, come mi sarebbe stato possibile andarmene via così?
Sono corsa da lei ad abbracciarla e dirle:"Come farei io senza di te?!"

*Pallottica: espressione gergale cagliaritana per esprimere qualcosa di noioso, palloso, pesante
** Gagge: // // // // qualcuno dal cattivo gusto, un po' kitch, burino, tamarro.

2 commenti:

Andrea ha detto...

Massima solidarietà per la tua mamma nazionalpopolare. La cultura sarà anche nell'aula universitaria, ma la felicità si trova altrove, si trova nel bicchiere di vino con un panino. Ovviamente vino Don Carmelo rosso di Cellino San Marco!

Balua ha detto...

.. mi hai fatto tanto ridere!!!

La tua mamma deve essere adorabile.. e.. che vuoi che ti dica.. anche a me non piace troppo Marco carta e poco Albano.. Però SANREMO è SANREMO!!! E la Defi è la Defi!!! :-)