sabato 21 novembre 2009

"Sei mai stata all'estero?" "Si a L'Ondra"



Sono passati quasi 5 anni dall'ultima volta. Gli stessi 5 anni che conosco Mary e con la quale non avevo mai condiviso un viaggio.
Così venerdì 13, data temutissima dagli inglesi, eccoci a Londra.
Memore del successo dell'autunno 2009 "Sono stato a L'Ondra " tradotto anche in inglese"Sono stato a L'Ondhon" , per la terza volta sono pronta a respirare nuovamente la sua anima inconfondibile.
Il ricordo della sua vivacità, della sua atmosfera bohemièn ma allo stesso tempo sempre viva, attiva e un pelo avanti a tutto, m'era rimasto impresso quasi quanto quello dei Muffins, motivo principale per il quale ho accettato la proposta di replicare la meta.
Il programma di viaggio era stato stilato a puntino: in 4 giorni avremmo divorato l'intera città e interi kg di dolci. Eravamo pronte ad indossare più vesti. Di giorno la versione Turiste Japanese ( un po' meno rincoglionite di quella originale) , di notte Guerriere pronte a sfidare la London Nightlife.
Prima di partire mi chiama un'amica ormai inglese d'adozione :"Emy siete invitate ad una festa. Ti dico solo che ci saranno due egiziani modelli da paura. Uno assomiglia a Raz Degan , l'altro a Lenny Kravitz". Senza nemmeno dire "Si" o "No", rispondo "Dammi l'indirizzo e io ci sarò".
I presupposti per un viaggio intenso, quindi, c'erano proprio tutti.
Londra ci accoglie con la sua solita pioggerellina sottile , ma nonostante ciò eravamo agguerrite e determinate nel viverla appieno. Neanche il tempo di arrivare in hotel,infatti, che subito veniamo accolte dalla magia che si respira a Covent Garden, il quartiere artistico. Mille luci colorate e natalizie, tante bancarelle di dolci e cianfrusaglie ci hanno immerse in un clima circense che inaugurava il nostro "Welcome in London". E a Covent Garden iniziava anche la maratona dell'acetone: come campare di soli dolci ed essere felici. Un biscotto pieno di burro e nutella mi dà il suo caloroso e calorico benvenuto e così mi rendo conto di essere lì, in vacanza, felice e appanzata. Non avrei potuto chiedere di più. O forse sì, ALCOOL.
Così arriviamo a Soho e decidiamo di cenare in uno dei suoi tanti pub. Un energumeno incazzato mi ferma all'istante: " Show me your ID". E capisco che evidentemente in Inghilterra le ragazze di 24 anni non sono nane quindi risultava poco credibile che potessi avere più di 21 anni, essere capace di intendere, volere ma soprattutto BERE. Invece , nonostante la sua faccia incredula, eccomi di fronte a quella meravigliosa birra dal nome sconosciuto che ho tentato di ordinare con il mio inglese ancora timido. Ed eccoci circondate da una marea di giovani inglesi ubriachi alle 8 di sera, che felicemente bevevano birra su birra su mohijito su caipiroska. Evviva la vita, evviva Londra!
Ebbra di felicità ma soprattutto ebbra e basta torno in Hotel pronta a ricaricare le pile per il giorno dopo.
Dopo aver inagurato anche la COLATIONSHIP LUCULLIANA DELL'HOTEL, Sabato abbiamo trascorso, infatti, una giornata molto intensa, anche chiamata LA GIORNATA DEL PORTAFOGLIO.
Ho una teoria indissolubile, che è stata più volte assodata nell'arco degli anni di indipendenza turistica: QUANDO SEI IN VACANZA I SOLDI A DISPOSIZIONE VANNO SPESI TUTTI, principalmente in shopping!!
12 ore filate, dico 12, dedicate INTERAMENTE alle compere, da Portobello a Oxford street. Dalle bancarelle vintage al reparto Jimmy Choo di H&M .
Pioveva a dirotto e io pagavo a dirotto, ma non me ne fregava niente, perchè ero in preda ad una crisi ossessivo-compulsiva di megalomane felicità e irrefrenabile estasi commerciale. Vestiti meravigliosi ad ogni angolo, borse fantastiche ogni 3 m, orecchini e gioielli deliziosi che cadevano dal cielo, minchiate inutili che però quando sei in vacanza ti sembrano sempre utili a qualcosa, ma soprattutto la possibilità di poter aprire il borsellino senza sensi di colpa, senza problemi, senza pensieri e ,solo per pochi giorni, SENZA LIMITI. Mi mancava il sesso e sarei anche potuta morire!!!
A proposito , c'è un motivo per il quale mi trasferirei seduta stante nella capitale inglese: il PULLULARE di magnifici e indescrivibili esemplari di uomini cioccolato al latte o fondente che si susseguono continuamente per le vie della città. Se dovessi aggettivare Londra in poche parole , direi che è una commistione di razze, culture, stili e...CULI! Proprio così, non esiste barriera alla fantasia negli abbinamenti, nel crearsi un proprio stile senza lo stampino della tendenza monopolizzante che etichetta, come non esiste barriera alla fantasia di Madre Natura nel creare degli esseri viventi con dei sederi così belli. Mai visti così tanti in vita mia (Forse perchè non sono ancora stata a Cuba).
Ad un certo punto ci trovavamo a Westminster e mi avviavo terrorizzata a salire sulla London Eye. La Divina Provvidenza, per calmare le mie fobie isteriche infondate, ha deciso di mettermi di fronte il lato b più bello del mondo. Un Marcantonio colorato di 1.85m camminava fiero davanti a me e la sua prestanza ha attirato talmente tanto la mia attenzione che mentre raccontavo qualche cazzata a Mary, improvvisamente un demone chiamato Simone Ormone si è impadronito di me e ha pronunciato queste parole " MARY G U A R D A D A V A N T I A T E". "IHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH", grida lei sobbalzando, "Non ho mai visto un culo così bello". "Nemmeno io, se non a Ricky Martin".
Cosa potevo fare secondo voi? Ma seguirlo e fotografarlo, ovviamente. Non poteva dissolversi così, senza rimanere impresso in qualche modo. Bisogna salvaguardare la natura!
Inutile dire che subito dopo ho ingurgitato un muffin doppio cioccolato con granelle di nocciola per supplire alle gravi carenze di affetto, agli sbalzi ormonali e agli anni di vita che ho perso durante quel viaggio allucinogeno e soprattutto per accettare il fatto che la sera sarei stata una triste Guerriera del Letto Da sola, senza nessun Lord al mio fianco.
Ma arriviamo al clue del racconto. Sono stati due gli avvenimenti principali che hanno caratterizzato questa vacanza. Il primo è stato assistere al Musical dedicato a Michael Jackson "Thriller Live" al Lyric Theatre. Sempre per la serie "I soldi vanno sputtanati allegramente" , sebbene in posizione "Poveracce" all'estremo lato della galleria, possiamo dire di aver assistito ad un vero e proprio show di completezza artistica e partecipazione del pubblico. Per un paio d'ore ho immaginato di vivere lì e poter assistere continuamente a spettacoli fantastici, concerti memorabili ed eventi originali e , ormai senza ombra di dubbio, ho potuto assistere ancora una volta a scultorei fisici maschili che danzavano come libellule alzando la temperatura del teatro.
Il secondo avvenimento è stato il viaggio di ritorno. Proprio per concludere in bellezza.
Alle ore 2 a.m. ci viene a prendere in hotel la versione indios di Richard Gere in Pretty Woman. Un'audi blu scuro, guidata da un elegante signore in cappotto blu di nome Fernandes, ci ha gentilmente scortate fino alla stazione centrale. Alla faccia del tassinaro! Abbiamo scoperto , infatti, grazie alla mia incorreggibile capacità di attaccare bottone pure con i muri, che Fernandes ha vissuto un po' in tutto il mondo, ama Parigi, ha una casa lì e a Londra vive niente popodimenoche a Notting Hill!!!
Altro che noi barbone costrette a prendere un aereo alle 6 del mattino con Ryanair di cacca!!
Ed ecco che qui viene il bello. Sono sempre stata terrorizzata dalle hostess di questa compagnia e sono sempre stata convinta che vengano istruite a modello Full Metal Jacket. E' proprio per questo motivo che , stanca di sfidare la sorte ad ogni partenza, ho ideato la tattica della TEORIA DEGLI STRATI.
Se hai la faccia come il culo, soprattutto perchè sei reduce da 4 gg di distruzione e delirio, sono le 4 del mattino e c'è freddo, l'unico modo che hai per combattere il nemico è indossare tutta la valigia. Ebbene sì, armati di coraggio e sii pronto a sudare, poi inizia ad indossare 2 canottiere, 1 maglia di cotone, 1 di lana, 1 vestito e 1 maglione di lana. Poi lega in vita 3 maglie e 1 maglione, indossa 3 paia di calze e infine cerca di incastrare quanta più roba possibile in ogni fessura o tasca a tua disposizione. Così otterrai il grande risultato di rallegrare l'intero aeroporto e non dover sborsare un euro in più a quei maledetti avari della Ryanair. Ma stai attento, perchè soprattutto a Londra, loro ti aspettano in sordina ad ogni varco e quando meno te l'aspetti compaiono lì come guerrieri delle tribù africane che vogliono pesarti la valigia, stilare un piano nutrizionale anche per te, misurare le dimensioni di ogni cm del tuo bagaglio, del tuo pene e , se c'è anche la minima cosa che non gli garba, ti danno il colpo di grazia con la loro tassa sull'eccedenza. Ben 3 volte ho dovuto superare quest'irti ostacoli. La prima al controllo bagagli, dove nonostante fossi rimasta in mutande dopo uno spogliarello di 1 ora che manco Kim Bazinger in 9 settimane e 1/2, continuavo a far suonare il sensore. La seconda nel corridoio del gate. Lì due acidone scelte appositamente perchè con il ciclo e astinenti dal sesso da tempo immemore, aspettavano le povere vittime al varco con frustino e bacchetta in mano. E per la seconda volta ho dovuto fare lo spogliarello-vestirello per sopravvivere. Finalmente arrivo al gate. Pensavo che fosse tutto finito e invece no, prima di salire sull'aereo, loro devono essere sicuri che durante le esercitazioni militari all'aeroporto la tua valigia sia magicamente diventata il beauty case di mary poppins dove con 10 kg riesci a farci stare pure una casa. E ben altre 3 volte ho dovuto combattere con quel malefico misura-bagagli che è stato ideato apposta per non far uscire più la valigia una volta che per miracolo sei riuscita ad incastrarla. Ho sudato, m'è venuta la tachicardia, stavo per piangere e alla fine, presa da panico, sono fuggita sull'aereo senza nemmeno mostrare il mio biglietto. Quando finalmente stavo per abbandonarmi rilassata ad un sonno profondo, sento :"emilia caput" e subito d'istinto mi viene da dire "Si presente sono qui", ma loro non volevano un emerita cippa da me, forse solamente individuare chi era la cretina che era salita sull'aereo senza nemmeno farsi strappare il biglietto.
Nonostante ciò molto presto andrò a vivere a Londra, ma sicuramente non sceglierò Ryanair come compagnia, perchè ho paura che una volta per tutte mi metteranno in stiva come i cani!!!

venerdì 23 ottobre 2009

Il fascino di Nightmare...






Roma, domenica pomeriggio, 25 gradi all'ombra. Mi incontro in centro con Gina , Garibaldi e Mc e di fronte a cotanto calore sorge spontaneo il solito commento da chiacchiera d'ascensore:

"Siamo a metà ottobre, fa caldissimo, non è possibile, bla bla bla".

Io, che sono onnipresente nella rete, avevo preventivamente controllato il meteo della settimana in vista dell'arrivo di un'amica a Roma:

"Ma guardate che Giuliacci dice che la settimana prossima ci sarà freddo, tipo massima 15°"
"No addirittura?? Ma 15 gradi è freddissimo, è impossibile con questo caldo"
"Eh si ma come si suol dire non esistono più le mezze stagioni!"
"No vabbè e poi con l'escursione termica prendi freddo e il raffreddore"
"Macchè raffreddore e raffreddore, mica siamo dei vecchi. Se c'è freddo ti copri"

ZAAAAAC.
Lunedì pomeriggio: h 16, gradi 20. Vado a lezione di Pilates in maglietta e felpa, molto tranquilla e sportiva. Ore 17: diluvio, bufera, temperatura esterna DODICI gradi!!!
Lunedì sera esco comunque grintosa e spavalda, che tanto a me il freddo fa un baffo, sono giovane e forte, ho le difese immunitarie resistenti come un roccia e bla bla bla.
ZAAAAAC. Col cavolo!!

Mi ero letteralmente dimenticata di essere più cagionevole di una mia ipotetica prozia. O forse volevo solo autoconvincermi.

Martedì sera, h 20. Sintomi influenzali.
Spero, prego, imploro e mi affido alla cura della reclusione nella speranza che mercoledì sera, all'arrivo della mia amica, fossi forte e in forma.

Manco a dirlo.

Mercoledì sera: febbre. Mercoledì notte: quella tossetta fastidiosissima che ti fa sembrare che l'esercito delle formiche giganti abbia invaso la tua gola.

Giovedì: Niente febbre , la tosse che da fastidiosa è diventata impertinente e l'etna che ha deciso di farsi una vacanza nella mia gola.

Vabbè mi imbottisco di tachifluidec nella speranza che anche io potessi dire :"Adesso cinema!" e venerdì accompagno la mia santa amica ai Musei Vaticani,dato che nei giorni precedenti è diventata obbligatoriamente esperta di Roma e del quartiere Nomentano tra spese, colazioni , ma soprattutto farmacie.

E qui inizia il bello.

Arrivo alla stazione Termini bardata come un boia e mi rivolgo ad un'autista:
"Scusi dove sta la fermata del 40?"
"Signorina sta più avanti ma lei non perda la speranza".

Lì inizio a capire le mie condizioni, ma soprattutto che la mia voce si era trasformata in un misto tra Nightmare e un transessuale morente.

Con forza, entusiasmo e coraggio ci avviamo in Vaticano, che magari Benny16, nonostante gliene abbia dette di tutti i colori, mi avrebbe concesso la grazia in salute.

Ovviamente con la mia "indiscutibile" esperienza museale ho optato per invertire il percorso standard: "Iniziamo dalla Cappella Sistina, che è la cosa più bella!". Facendo le trasgressive, non potevamo più tornare indietro.

Che cosa può fare allora una donna quando si trova in queste situazioni??

Una certa persona (a caso ovviamente ...) insegna che lo sbattimento di ciglia e gli occhi dolci sono una tattica infallibile, anche se assomigli all'urlo di Munch:

"Scusi noi vorremmo andare alle stanze di Raffaello, ma ci siamo perse..."
"Va bene dai, venite con me, vi ci porto io!".

E così una gentilissima guida turistica ci scorta per tutto il Museo, facendoci saltare ogni fila come ospiti prediletti, concludendo la visita con:

"Se vuoi questo il mio numero, chiama quando vuoi per qualunque cosa".

Oibò perbacco e che è?? Le cose erano due: o gli ho fatto pena o il mio sex appeal con febbre e voce roca è maggiore del mio status normale.

Torno a casa con nuovamente la febbre (quando mai poteva passarmi) e mi contatta nientepopòdimenoche..il fotografo della mia laurea, dicendomi che STRANAMENTE non avevo ancora ritirato le foto dal 9 luglio 1918.

Io, che non riesco a tenere gli occhi a bada nemmeno in giorni come la laurea, l'avevo già adocchiato e facendo la gnorry ho testato un po' il terreno. Bè, la conversazione si è conclusa con "Salutami il tuo termometro". E su questa frase NO COMMENT. Inutile dire, però , che ho iniziato a pensare che la febbre mi stesse dando le allucinazioni. Com'è che il deserto del Sahara s'è svegliato tutto mentre io cospargo milioni di germi e spiro gli ultimi attimi vitali??

Si fa oggi, domenica, 5 giorni e non avevo ancora visto un medico. Forse era il caso che andassi ad accertarmi di non avere la suina, anche perchè tutte queste avances mi davano da pensare ad una larga diffusione di maialaggine.

Arrivo in guardia medica sempre in versione boia invernale, si aprono le porte e l'infermiere salta dicendomi ODDIO CHE C'HAI, TI STIAMO PERDENDO??

Un bell'esordio, continuato con la mia logorrea che non si è fermata nemmeno di fronte ad una laringotracheite acuta. Ormai tutti i Musei Vaticani e gli ospedali di Roma sanno che mi sono laureata a luglio, che sto andando a Roma 3, che da "grande" voglio fare la scrittrice creativa , che sono single, sarda, che mangio 80 g di pasta a pranzo e secondo e contorno a cena, che calzo 37, ma anche 37 e 1/2, etc etc.

Ultima tappa prima degli arresti domiciliari: l'ennesima farmacia.

Entro spavalda , anzi diciamo che i miei occhi entrano spavaldi, dato che era l'unica parte del corpo che mi si poteva intravedere e spiro:

"Vorrei una siringa, della soluzione fisiologica e del benagol"
"Guarda solo per te, ti regalo la siringa e il benagol"
"DEVO FARLE PROPRIO PENA", rispondo ormai certa che la mia cera fosse tutta un programma
"Ma no, è che ti ho vista entrare così CARINA dalla Siberia".

Ora, qui, agli arresti domiciliari, a letto, in procinto che il diavolo tentatore esca da dentro di me assieme alla tosse, penso: "SE IN QUESTE CONDIZIONI APPARENTEMENTE SEMBRO ANCHE PIU' BONA, FIGURIAMOCI CHE SCHIFO SONO IN CONDIZIONI NORMALI!"

giovedì 1 ottobre 2009

Baarìa: sapori di Sicilia.



Entra in sala, non lasciarti spaventare dall'idea che t'aspettano quasi 3 ore di pellicola, ma chiudi gli occhi e aguzza l'olfatto.
Con questa prospettiva Baarìa riuscirà a trasportarti in un'atmosfera che lascia da parte l'aggressività delle metafore politiche e dipinge,invece, la storia di una terra, di una famiglia, di un 'evoluzione di saggezze popolari e antichi ideali.
Sembrerà di percepire i sapori di Sicilia,svelando tradizioni e leggende in quella chiave neorealista che ti permetterà di cogliere i dettagli di un modus vivendi, ma soprattutto il corso di un'epoca nei suoi aspetti di semplicità ed ingenuità. E non esistono esempi migliori della famiglia e di un popolo per raccontare i valori che l'hanno caratterizzata dagli anni '20 fino alla metà degli anni '70. Ma non è solo l'ideale politico a condurre la trama. Sono soprattutto la commozione e l'ironia con le quali Tornatore ha condito la sua visione delle proprie origini familiari, geografiche e culturali. Con questo omaggio , il regista è stato capace di coinvolgere lo spettatore in un flashback storico, che descrive una cultura che oggigiorno ha perso, nel bene e nel male, la sua genuinità. Ed è proprio quest'ultimo aggettivo che si addice maggiormente all'interpretazione tematica del film. Attraverso la ricerca di quei piccoli ma significativi racconti, espedienti ed aneddoti che costituiscono il fulcro dei ricordi di una genealogia, ci è permesso di assistere al documento interiore del regista, come se fossimo invitati ad ascoltare le vecchie leggende che un tempo ci venivano raccontate. Allo stesso modo osserverai la pellicola, con l'identica curiosità ed attenzione di un bambino che si immerge nei racconti dei propri antenati. Sentirai così il profumo dei limoni ,verrai coinvolto in tradizioni culturali e linguistiche, percepirai la coerenza e la credibilità delle speranze in cui si credeva davvero come linee conduttrici. Infine vivrai le stesse emozioni che trasudano dalla storia d'amore tra i due protagonisti, modello di un sentimento antico, semplice, puro.
Tornatore ci offre, dunque, il ritratto di una vita vissuta al quale dobbiamo approcciarci con un pizzico di ingenuità e sensibilità per un salto indietro nel tempo, che non può che farci riflettere sul presente. Un presente che ha perso" la voglia di abbracciare il mondo e si è arreso nella credenza di avere le braccia troppo corte per riuscirci".

lunedì 20 luglio 2009

Relazione su pubbliche relazioni con diploma in diplomazia




Cagliari. Uno dei luoghi più vipposi della città (vedi foto) è stato scelto come location per i 60anni del boss, alias mio padre.
Tende arabesche da harem ornano una struttura a picco sul mare immersa nel verde con candele, dj , buffet stile Milano da Bere a base di sushi e altre stuzzicherie marine che fanno molto fashion ma poco sfamation, un gruppo di "baldi"professionisti rampanti con relative mogli/amanti e nessun baldo giovane, tranne me e pochissimi altri. Insomma , un ambiente molto Modamare Portocervo.
Vabbè, dati i tempi che corrono e dato il luogo, decido di eleganziarmi come si addice ad una donna di una certa figaggine e chiccheria.
Ancora una volta, ritento e riprovo la sfida tacco alto. Piuttosto è una sfida con me stessa, dopo che l'altro giorno una "simpatica e gentile" donzella alle mie spalle ha invitato le persone a toccarmi la schiena, sostenendo che avessi la gobba e portasse fortuna. Tengo a sottolineare che erano le 2 di notte e io portavo i sandali dalle 22.30. E una donna sa cosa significhi. Mica siamo tutte Naomi Campbell!!
Chiusa parentesi, arrivo alla festa perfetta: borsa abbinata ai sandali e ai pantaloni, giacchetta volantinosa che dava quel tocco di eleganza e di estro sopra un corpetto verde acqua e un coprispalle nero e tutti i vari gioielli che ho collezionato alla laurea. Sarei potuta sembrare, almeno per stasera, una brava e borghese ragazza dell'alta società.
In realtà c'è anche un altro motivo che spiega il mio "tiraggio". Giravano voci praticamente certe di una comparsata post concerto di Tiziano Ferro con relativo staff. E secondo voi io potevo esimermi dal presentarmi come si deve? Inutile dire che non ho visto l'ombra di nessuno e il mio tiraggio è stato dedicato solo ai sessantenni incravattati.
Dopo i primi 20 minuti appesa come un piolo senza sapere che fare e con chi parlare, mentre mio fratello si era ormai trasformato in un call center, decido di rompere il ghiaccio con lo strumento più veloce ed efficace: l'alcool. Inizia l'aperitivo e io inizio a mettere in pratica il mio spirito...di vino!! Dopo un prosecco e due bicchieri di vino bianco, inizio già a sentirmi a mio agio. La logorrea è tornata parte di me e i sessantenni magicamente mi sembrano vecchi e cari amici.
"Molto lieta, Emilia"; "Piacere , Emilia"; "Ciao, Emilia"; "Ciao, Emy".
La fiera dei convenevoli inizia a sembrarmi un party scatenato. Passo da un divanetto all'altro a conversare amabilmente con signori e signore sconosciuti, visti due o tre volte o fin troppo conosciuti.
L'allucinazione da alcool, o forse la mia dote innata per le pubbliche relazioni, mi fanno immaginare la situazione come un cocktail di vip al quale io, futura autrice, sceneggiatrice, redattrice , moglie di qualche imprenditore miliardario, zitella incallita alla moda o quello che caspita ve pare, parteciperò assiduamente tra qualche anno.
E' fatta, sono scatenatissima. Parlo, chiacchiero, converso con charme e scioltezza composta. Sono talmente immedesimata nella parte della public relator che chiacchiero anche con barman vari, cameriere, camerieri, manager, filippini cuochi, piante, tavoli , cuscini etc. Riesco a fare slalom di conversazione dal 1986:" Ti ricordo quando sei nata com'eri piccola" , passando per "Come sei cresciuta, l'ultima volta avevi l'apparecchio ai denti e i baffi" fino a " Che donna bellissima, pure laureata!" Boom, la fiera dell'ego unita all saga delle pubbliche relazioni con annesso diploma in diplomazia.
Prova di anni e anni di esperienza di adattamento a millecinquecento cene, convegni, feste con 20enni, 30enni, 40enni, 50enni, 60enni e oltre. Per la serie, dove mi mettete sto e pure bene. E prova anche del fatto che se i miei progetti professionali dovessero non realizzarsi, bè di sicuro sarei un'ottima protagonista di Villa Certosa.Bella battuta e beato sarcasmo!!

sabato 11 luglio 2009

INSALATA LAUREATA

ANNUNTIO VOBIS GAUDIUM MAGNUM... HABEMUS LAUREAM cum 110/110

sabato 13 giugno 2009

MGM: MENTE GENETICAMENTE MODIFICATA



Inizio a dirvi che sono sopravvissuta. Or ora vivo e vegeto nella mia isola, ma praticamente paio una survivor isterica dell'Isola delle zitelle dopo una cura ipnotica di Lost.
In questo mese e mezzo ho sperimentato cosa significassero gli arresti domiciliari.
In realtà non ho commesso nessun reato se non decidere di laurearmi.
Il 9 luglio ciò accadrà. Peccato che per ottenere questo risultato abbia dovuto compromettere le mie funzioni vitali e reprimere le mie tendenze molto incontrollate al vizio.
Un mese e mezzo in cui il RE incontrastato , PADRE OZIO, è stato bandito. E insieme a lui tutta la sua allegra famigliuola composta dal piacere di divertirsi, vedere gente, incontrare dj agli aperitivi, flirtare con i dj degli aperitivi sotto l'effetto di quel bicchiere di vino che ormai non reggo più, abbandonarmi all'orgasmico piacere di una cena supercalorica che kg di lana invernale prima coprivano e chi più ne ha più ne metta.
Tutto ciò è stato sostituito dallo studio di materie pesanti e fondamentalmente inutili condito con la morte del gluteo , accompagnato da pasti a base di INSALATISSIME di tutti i gusti e dal trattenermi da fumare 240 sigarette.
Giusto per fare un esempio. Ieri sera, finalmente, ho deciso di depilarmi le gambe.
Iniziavo ad avere un po' caldino con la pelliccia e l'idea di usare dei leggins in versione nature non era proprio allettante. Così, ho preso coraggio e ho iniziato l'opera di Edward Mani di Forbice. Tosaerba in mano e via con il disboscamento della foresta amazzonica. Bene, dopo ceretta, silkepil, sega elettrica, sradicatore e 4 ore di sudore e fatica, sono riuscita a far ritornare le mie gambe un minimo lisce.
Questo per farvi ragionare su quanto sia impensabile impiegare 4 ore per una depilazione. Ma soprattutto quest'opera di beneficienza ahimè mi ha fatto conoscere mondi volutamente sconosciuti: L'INVASIONE DELLA CELLULITE NEL MONDO DELLE MIE GAMBE.
La prova costume ogni anno subisce una proroga con il seguito di varie imprecazioni e parolacce per il triste destino di un corpo femminile.
La consapevolezza di tutto questo ambaradam di fandonie, ogni giorno di più mi fa sembrare la copia Liddle della Littizzetto unita alla cadenza e alle teorie nazional-popolari sugli uomini di Geppi Cucciari. La conseguenza nefasta di questo stadio si chiama ogni santissima volta: spendi soldi per libri cagata.
Mi trovavo all'aeroporto. Mi aspettavano due ore vuote. Entro alla Feltrinelli e subito un messaggio subliminale ipnotizza il mio sguardo: MGM. Cosa significava quella sigla? Di una cosa ero sicura. Non avevo nessunissima voglia di lèggere pesantezze politiche, ecologiche o religiose. Quindi, se fosse stato un libro sui Maiali Geneticamente Modificati, non faceva per me. Tantomeno una nuova sigla del Pdl coniata da Re Silvio per autodefinirsi Maestà Grandissima Massima. Per non parlare se fosse stato il nome di una nuova Madonna trovata in qualche paesino disperso dell'estremo sud, tipo Madonna Maria Gennara.
In realtà indicava un concetto molto più semplice: MANUALE GIOVANI MIGNOTTE!
Sottotitolo: Ogni donna è seduta sulla propria fortuna.
Sfoglio un po' quelle pagine e leggo:"Altro che corsi di autodifesa e spray al peperoncino: un sorriso da finta oca è molto più utile per controllare l'aggressività altrui". Oibò, perbacco, acciderbolina!! L'autrice di questo libro non ha di certo scoperto l'acqua calda, ma in quel momento la sottoscritta necessitava di ricordarselo. Anche perchè, diciamocela tutta, non sono mai stata una grande emulatrice di una femme fatale. E i risultati si sono visti: pochi e somatizzati. La mia mente bacata decise che potevo tranquillissimamente buttare 15 euro per questa cagata di libro. Massì, accatastiamolo insieme al centinaio di copie simili :Come diventare bella ricca e stronza, Sdraiami, Gli uomini vogliono tutti la stessa cosa, Sola come un gambo di sedano; etc.
Se un uomo dovesse sbadatamente osservare la mia libreria, sicuramente penserebbe: E' UNA ZITELLA DISPERATA. Ma penso che penserebbe la stessa identica cosa anche senza osservare la libreria. Anche perchè per farlo, dovrebbe trovarsi a casa mia. E ciò significherebbe che è già stato compiuto un grande passo. E mi auguro vivamente che in quel miracoloso istante , costui non sia impegnato nell'osservare la mia collezione di cazzate. Magari potrò usarla come proposta alternativa alla collezione di farfalle, ormai demodè.
Sfoglio il libro e leggo: SMIGNOTTARE è GODURIOSO. Su questo non avevo dubbi. Anche i muri sanno che un uomo spera sempre che dietro un visino angelico e l'aria da bambina, si nasconda Cicciolina. SMIGNOTTARE è DIVERTENTE. Mi pare una logica conseguenza della prima affermazione. SMIGNOTTARE FA BENE. SMIGNOTTARE è BELLO. SMIGNOTTARE NON NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE. SMIGNOTTARE CON CAUTELA IN GRAVIDANZA. SMIGNOTTARE HA DIVERSI EFFETTI COLLATERALI. CONSULTARE IL MEDICO, E FARSELO.

sabato 6 giugno 2009

BUFFONATE DI CORTE: STORIA DI UNA LETTERINA E DI UNA LETTERATA




C'erano una volta la piccola Noemi e la piccola Emi, che avevano più o meno la stessa età e vivevano in due città diverse. La piccola Noemi sognava il Principe del Brunei, mentre la piccola Emi sognava ancora il Principe azzurro. La piccola Noemi voleva fare la letterina, mentre la piccola Emi la letterata.

N-"Mamma, mamma, da grande voglio fare la Silvio's girl!"
M-" Ma smettila, Noemi, tu da grande studierai e diventerai una donna colta, realizzata, con una famiglia ,dei bambini ,un giardino, un cane , la pasta barilla e le merendine del mulino bianco"
N-"Uffa, no, mamma, io voglio rifarmi le tettine e poi non voglio una famiglia, voglio un uomo vecchio e potente che mi faccia fare la vita delle Barbie."
M-"Ma che dici, Noemi, tu da grande sarai talmente bella da non aver bisogno di rifarti nulla"
N-"Mamma, mamma, ma almeno potrò rifarmi il conto in banca da grande?"

N-"Mamma, mamma, guarda, ho imparato il nuovo stacchetto delle Veline, lo vuoi vedere?"

La bambina si atteggia con movenze da piccola femme fatale...

"Ma che fai, Noemi, su forza, smettila e vai a ripassare le tabelline"
"Mamma, mamma, ma da grande potrò fare anche la Tabellina?""

La bambina continua a ballare intonando una strana canzoncina: Ullallaullalaulla lallà, Villa certosa, noi siamo quaa

"Ma, ma , Noemi, che stai cantando?? Dovresti sentire le canzoni dello Zecchino d'oro!"
"Infatti, mamma, sto imparando come guadagnare tanti zecchini d'oro".

Nel mentre in un 'altra città....

E- "Mamma, mamma da grande vorrò fare la scrittrice, la sceneggiatrice,l'autrice e la speaker radiofonica"
M- "Va bene, Emi, ma prima dovrai studiare tanto tanto e trovarti un marito che ti ami, ti rispetti e avere una famiglia, un cane, la pasta barilla e le merendine del mulino bianco"
E- " Mamma, mamma, ma esiste ancora tutto questo?"
M- " Certo che esiste. Nei sogni tutto può esistere"

E-"Mamma, mamma, ho scritto una poesia in versi endecasillabi sciolti, la vuoi leggere?"

La bambina inizia a declamare con aria da piccola intellettuale..: " Mi piace pensare e sognare, continuare a sperare. Vorrò sempre amare un bel principe vestito di azzurro o di blu, anche se al mondo non ne esistono più!".

M- "Ma che dici, Emi, vedrai che troverai anche tu il Principe Azzurro e realizzerai tutti i tuoi sogni"
E- " E mi verrà a prendere su un cavallo bianco?"
M- " Certo e ti porterà in un bellissimo castello!"

15 ANNI DOPO....

La piccola Noemi è diventata grande . Ha conosciuto tanti amici che la invitano sempre a tante feste divertenti. Un giorno Noemi si trova a Roma e un signore con il parrucchino la nota, proponendole di farsi fare delle fotografie..

N- "Sono bella, sono snella, voglio fare la modella".
S- "Certo, Noemi, ora ti farò salire sulla mia limousine bianca e ti farò conoscere il Re. Vedrai che lui realizzerà tutti i tuoi sogni"
N- " Ma quindi, se andiamo dal Re, io poi potrò salire anche sul trono di Maria?"
S- " Certo e poi potrai condurre anche I Sogni son Desideri"

Arrivano dal Re..

N- " Ma che bel castello , marcondindorindondello, ma che bel bordello marcondirondirondà!"
Re- " Che bella Principessa è arrivata alla mia corte. Ma come sei giovane! Puoi chiamarmi Papi, ma se vuoi potrò essere anche il tuo Grande Fratello!"
N- Oh Re, ma che occhi grandi che hai!"
Re- Per guardarti meglio, bambina mia!
N- Ma che bei capelli che hai!
Re- Tutto merito dei trapianti, bambina mia!
N- Ma che portafoglio grande che hai!
Re- Per mantenerti meglio bambina mia!

Così vissero felici e contenti..


Nel mentre in un'altra città...

La piccola Emi si è fatta grande, si è iscritta all'Università e si sta per laureare. Un giorno il Re la invita alla sua corte perchè necessita di un buffone di corte che accompagni il suo Menestrello per dilettare lui e i suoi ospiti...

Così, accompagnata dalle allegre note di un mandolino...


" Sua maestà eccomi qua,
sappia subito che non sono una
che la dà, ne oggi ne mai,
anche se questo mi ha messa nei guai.

Ho studiato tanto e me ne vanto,
e sui libri ho sofferto e pianto.
Ma mi accorgo che la gente
se ne frega che sei intelligente.
Devi essere ignorante o sgambettante.
Perchè chi è sapiente,
finirà col fare niente!

Mentre tu, Noemi cara,
ti sei messa a fal baldoria,
ottenendo fama e gloria,
sol con la tua storia.
E con il tuo gioco, festa e disinibizione
abbiam visto che ci resta
della nostra nazione!"