venerdì 23 ottobre 2009

Il fascino di Nightmare...






Roma, domenica pomeriggio, 25 gradi all'ombra. Mi incontro in centro con Gina , Garibaldi e Mc e di fronte a cotanto calore sorge spontaneo il solito commento da chiacchiera d'ascensore:

"Siamo a metà ottobre, fa caldissimo, non è possibile, bla bla bla".

Io, che sono onnipresente nella rete, avevo preventivamente controllato il meteo della settimana in vista dell'arrivo di un'amica a Roma:

"Ma guardate che Giuliacci dice che la settimana prossima ci sarà freddo, tipo massima 15°"
"No addirittura?? Ma 15 gradi è freddissimo, è impossibile con questo caldo"
"Eh si ma come si suol dire non esistono più le mezze stagioni!"
"No vabbè e poi con l'escursione termica prendi freddo e il raffreddore"
"Macchè raffreddore e raffreddore, mica siamo dei vecchi. Se c'è freddo ti copri"

ZAAAAAC.
Lunedì pomeriggio: h 16, gradi 20. Vado a lezione di Pilates in maglietta e felpa, molto tranquilla e sportiva. Ore 17: diluvio, bufera, temperatura esterna DODICI gradi!!!
Lunedì sera esco comunque grintosa e spavalda, che tanto a me il freddo fa un baffo, sono giovane e forte, ho le difese immunitarie resistenti come un roccia e bla bla bla.
ZAAAAAC. Col cavolo!!

Mi ero letteralmente dimenticata di essere più cagionevole di una mia ipotetica prozia. O forse volevo solo autoconvincermi.

Martedì sera, h 20. Sintomi influenzali.
Spero, prego, imploro e mi affido alla cura della reclusione nella speranza che mercoledì sera, all'arrivo della mia amica, fossi forte e in forma.

Manco a dirlo.

Mercoledì sera: febbre. Mercoledì notte: quella tossetta fastidiosissima che ti fa sembrare che l'esercito delle formiche giganti abbia invaso la tua gola.

Giovedì: Niente febbre , la tosse che da fastidiosa è diventata impertinente e l'etna che ha deciso di farsi una vacanza nella mia gola.

Vabbè mi imbottisco di tachifluidec nella speranza che anche io potessi dire :"Adesso cinema!" e venerdì accompagno la mia santa amica ai Musei Vaticani,dato che nei giorni precedenti è diventata obbligatoriamente esperta di Roma e del quartiere Nomentano tra spese, colazioni , ma soprattutto farmacie.

E qui inizia il bello.

Arrivo alla stazione Termini bardata come un boia e mi rivolgo ad un'autista:
"Scusi dove sta la fermata del 40?"
"Signorina sta più avanti ma lei non perda la speranza".

Lì inizio a capire le mie condizioni, ma soprattutto che la mia voce si era trasformata in un misto tra Nightmare e un transessuale morente.

Con forza, entusiasmo e coraggio ci avviamo in Vaticano, che magari Benny16, nonostante gliene abbia dette di tutti i colori, mi avrebbe concesso la grazia in salute.

Ovviamente con la mia "indiscutibile" esperienza museale ho optato per invertire il percorso standard: "Iniziamo dalla Cappella Sistina, che è la cosa più bella!". Facendo le trasgressive, non potevamo più tornare indietro.

Che cosa può fare allora una donna quando si trova in queste situazioni??

Una certa persona (a caso ovviamente ...) insegna che lo sbattimento di ciglia e gli occhi dolci sono una tattica infallibile, anche se assomigli all'urlo di Munch:

"Scusi noi vorremmo andare alle stanze di Raffaello, ma ci siamo perse..."
"Va bene dai, venite con me, vi ci porto io!".

E così una gentilissima guida turistica ci scorta per tutto il Museo, facendoci saltare ogni fila come ospiti prediletti, concludendo la visita con:

"Se vuoi questo il mio numero, chiama quando vuoi per qualunque cosa".

Oibò perbacco e che è?? Le cose erano due: o gli ho fatto pena o il mio sex appeal con febbre e voce roca è maggiore del mio status normale.

Torno a casa con nuovamente la febbre (quando mai poteva passarmi) e mi contatta nientepopòdimenoche..il fotografo della mia laurea, dicendomi che STRANAMENTE non avevo ancora ritirato le foto dal 9 luglio 1918.

Io, che non riesco a tenere gli occhi a bada nemmeno in giorni come la laurea, l'avevo già adocchiato e facendo la gnorry ho testato un po' il terreno. Bè, la conversazione si è conclusa con "Salutami il tuo termometro". E su questa frase NO COMMENT. Inutile dire, però , che ho iniziato a pensare che la febbre mi stesse dando le allucinazioni. Com'è che il deserto del Sahara s'è svegliato tutto mentre io cospargo milioni di germi e spiro gli ultimi attimi vitali??

Si fa oggi, domenica, 5 giorni e non avevo ancora visto un medico. Forse era il caso che andassi ad accertarmi di non avere la suina, anche perchè tutte queste avances mi davano da pensare ad una larga diffusione di maialaggine.

Arrivo in guardia medica sempre in versione boia invernale, si aprono le porte e l'infermiere salta dicendomi ODDIO CHE C'HAI, TI STIAMO PERDENDO??

Un bell'esordio, continuato con la mia logorrea che non si è fermata nemmeno di fronte ad una laringotracheite acuta. Ormai tutti i Musei Vaticani e gli ospedali di Roma sanno che mi sono laureata a luglio, che sto andando a Roma 3, che da "grande" voglio fare la scrittrice creativa , che sono single, sarda, che mangio 80 g di pasta a pranzo e secondo e contorno a cena, che calzo 37, ma anche 37 e 1/2, etc etc.

Ultima tappa prima degli arresti domiciliari: l'ennesima farmacia.

Entro spavalda , anzi diciamo che i miei occhi entrano spavaldi, dato che era l'unica parte del corpo che mi si poteva intravedere e spiro:

"Vorrei una siringa, della soluzione fisiologica e del benagol"
"Guarda solo per te, ti regalo la siringa e il benagol"
"DEVO FARLE PROPRIO PENA", rispondo ormai certa che la mia cera fosse tutta un programma
"Ma no, è che ti ho vista entrare così CARINA dalla Siberia".

Ora, qui, agli arresti domiciliari, a letto, in procinto che il diavolo tentatore esca da dentro di me assieme alla tosse, penso: "SE IN QUESTE CONDIZIONI APPARENTEMENTE SEMBRO ANCHE PIU' BONA, FIGURIAMOCI CHE SCHIFO SONO IN CONDIZIONI NORMALI!"

giovedì 1 ottobre 2009

Baarìa: sapori di Sicilia.



Entra in sala, non lasciarti spaventare dall'idea che t'aspettano quasi 3 ore di pellicola, ma chiudi gli occhi e aguzza l'olfatto.
Con questa prospettiva Baarìa riuscirà a trasportarti in un'atmosfera che lascia da parte l'aggressività delle metafore politiche e dipinge,invece, la storia di una terra, di una famiglia, di un 'evoluzione di saggezze popolari e antichi ideali.
Sembrerà di percepire i sapori di Sicilia,svelando tradizioni e leggende in quella chiave neorealista che ti permetterà di cogliere i dettagli di un modus vivendi, ma soprattutto il corso di un'epoca nei suoi aspetti di semplicità ed ingenuità. E non esistono esempi migliori della famiglia e di un popolo per raccontare i valori che l'hanno caratterizzata dagli anni '20 fino alla metà degli anni '70. Ma non è solo l'ideale politico a condurre la trama. Sono soprattutto la commozione e l'ironia con le quali Tornatore ha condito la sua visione delle proprie origini familiari, geografiche e culturali. Con questo omaggio , il regista è stato capace di coinvolgere lo spettatore in un flashback storico, che descrive una cultura che oggigiorno ha perso, nel bene e nel male, la sua genuinità. Ed è proprio quest'ultimo aggettivo che si addice maggiormente all'interpretazione tematica del film. Attraverso la ricerca di quei piccoli ma significativi racconti, espedienti ed aneddoti che costituiscono il fulcro dei ricordi di una genealogia, ci è permesso di assistere al documento interiore del regista, come se fossimo invitati ad ascoltare le vecchie leggende che un tempo ci venivano raccontate. Allo stesso modo osserverai la pellicola, con l'identica curiosità ed attenzione di un bambino che si immerge nei racconti dei propri antenati. Sentirai così il profumo dei limoni ,verrai coinvolto in tradizioni culturali e linguistiche, percepirai la coerenza e la credibilità delle speranze in cui si credeva davvero come linee conduttrici. Infine vivrai le stesse emozioni che trasudano dalla storia d'amore tra i due protagonisti, modello di un sentimento antico, semplice, puro.
Tornatore ci offre, dunque, il ritratto di una vita vissuta al quale dobbiamo approcciarci con un pizzico di ingenuità e sensibilità per un salto indietro nel tempo, che non può che farci riflettere sul presente. Un presente che ha perso" la voglia di abbracciare il mondo e si è arreso nella credenza di avere le braccia troppo corte per riuscirci".

lunedì 20 luglio 2009

Relazione su pubbliche relazioni con diploma in diplomazia




Cagliari. Uno dei luoghi più vipposi della città (vedi foto) è stato scelto come location per i 60anni del boss, alias mio padre.
Tende arabesche da harem ornano una struttura a picco sul mare immersa nel verde con candele, dj , buffet stile Milano da Bere a base di sushi e altre stuzzicherie marine che fanno molto fashion ma poco sfamation, un gruppo di "baldi"professionisti rampanti con relative mogli/amanti e nessun baldo giovane, tranne me e pochissimi altri. Insomma , un ambiente molto Modamare Portocervo.
Vabbè, dati i tempi che corrono e dato il luogo, decido di eleganziarmi come si addice ad una donna di una certa figaggine e chiccheria.
Ancora una volta, ritento e riprovo la sfida tacco alto. Piuttosto è una sfida con me stessa, dopo che l'altro giorno una "simpatica e gentile" donzella alle mie spalle ha invitato le persone a toccarmi la schiena, sostenendo che avessi la gobba e portasse fortuna. Tengo a sottolineare che erano le 2 di notte e io portavo i sandali dalle 22.30. E una donna sa cosa significhi. Mica siamo tutte Naomi Campbell!!
Chiusa parentesi, arrivo alla festa perfetta: borsa abbinata ai sandali e ai pantaloni, giacchetta volantinosa che dava quel tocco di eleganza e di estro sopra un corpetto verde acqua e un coprispalle nero e tutti i vari gioielli che ho collezionato alla laurea. Sarei potuta sembrare, almeno per stasera, una brava e borghese ragazza dell'alta società.
In realtà c'è anche un altro motivo che spiega il mio "tiraggio". Giravano voci praticamente certe di una comparsata post concerto di Tiziano Ferro con relativo staff. E secondo voi io potevo esimermi dal presentarmi come si deve? Inutile dire che non ho visto l'ombra di nessuno e il mio tiraggio è stato dedicato solo ai sessantenni incravattati.
Dopo i primi 20 minuti appesa come un piolo senza sapere che fare e con chi parlare, mentre mio fratello si era ormai trasformato in un call center, decido di rompere il ghiaccio con lo strumento più veloce ed efficace: l'alcool. Inizia l'aperitivo e io inizio a mettere in pratica il mio spirito...di vino!! Dopo un prosecco e due bicchieri di vino bianco, inizio già a sentirmi a mio agio. La logorrea è tornata parte di me e i sessantenni magicamente mi sembrano vecchi e cari amici.
"Molto lieta, Emilia"; "Piacere , Emilia"; "Ciao, Emilia"; "Ciao, Emy".
La fiera dei convenevoli inizia a sembrarmi un party scatenato. Passo da un divanetto all'altro a conversare amabilmente con signori e signore sconosciuti, visti due o tre volte o fin troppo conosciuti.
L'allucinazione da alcool, o forse la mia dote innata per le pubbliche relazioni, mi fanno immaginare la situazione come un cocktail di vip al quale io, futura autrice, sceneggiatrice, redattrice , moglie di qualche imprenditore miliardario, zitella incallita alla moda o quello che caspita ve pare, parteciperò assiduamente tra qualche anno.
E' fatta, sono scatenatissima. Parlo, chiacchiero, converso con charme e scioltezza composta. Sono talmente immedesimata nella parte della public relator che chiacchiero anche con barman vari, cameriere, camerieri, manager, filippini cuochi, piante, tavoli , cuscini etc. Riesco a fare slalom di conversazione dal 1986:" Ti ricordo quando sei nata com'eri piccola" , passando per "Come sei cresciuta, l'ultima volta avevi l'apparecchio ai denti e i baffi" fino a " Che donna bellissima, pure laureata!" Boom, la fiera dell'ego unita all saga delle pubbliche relazioni con annesso diploma in diplomazia.
Prova di anni e anni di esperienza di adattamento a millecinquecento cene, convegni, feste con 20enni, 30enni, 40enni, 50enni, 60enni e oltre. Per la serie, dove mi mettete sto e pure bene. E prova anche del fatto che se i miei progetti professionali dovessero non realizzarsi, bè di sicuro sarei un'ottima protagonista di Villa Certosa.Bella battuta e beato sarcasmo!!

sabato 11 luglio 2009

INSALATA LAUREATA

ANNUNTIO VOBIS GAUDIUM MAGNUM... HABEMUS LAUREAM cum 110/110

sabato 13 giugno 2009

MGM: MENTE GENETICAMENTE MODIFICATA



Inizio a dirvi che sono sopravvissuta. Or ora vivo e vegeto nella mia isola, ma praticamente paio una survivor isterica dell'Isola delle zitelle dopo una cura ipnotica di Lost.
In questo mese e mezzo ho sperimentato cosa significassero gli arresti domiciliari.
In realtà non ho commesso nessun reato se non decidere di laurearmi.
Il 9 luglio ciò accadrà. Peccato che per ottenere questo risultato abbia dovuto compromettere le mie funzioni vitali e reprimere le mie tendenze molto incontrollate al vizio.
Un mese e mezzo in cui il RE incontrastato , PADRE OZIO, è stato bandito. E insieme a lui tutta la sua allegra famigliuola composta dal piacere di divertirsi, vedere gente, incontrare dj agli aperitivi, flirtare con i dj degli aperitivi sotto l'effetto di quel bicchiere di vino che ormai non reggo più, abbandonarmi all'orgasmico piacere di una cena supercalorica che kg di lana invernale prima coprivano e chi più ne ha più ne metta.
Tutto ciò è stato sostituito dallo studio di materie pesanti e fondamentalmente inutili condito con la morte del gluteo , accompagnato da pasti a base di INSALATISSIME di tutti i gusti e dal trattenermi da fumare 240 sigarette.
Giusto per fare un esempio. Ieri sera, finalmente, ho deciso di depilarmi le gambe.
Iniziavo ad avere un po' caldino con la pelliccia e l'idea di usare dei leggins in versione nature non era proprio allettante. Così, ho preso coraggio e ho iniziato l'opera di Edward Mani di Forbice. Tosaerba in mano e via con il disboscamento della foresta amazzonica. Bene, dopo ceretta, silkepil, sega elettrica, sradicatore e 4 ore di sudore e fatica, sono riuscita a far ritornare le mie gambe un minimo lisce.
Questo per farvi ragionare su quanto sia impensabile impiegare 4 ore per una depilazione. Ma soprattutto quest'opera di beneficienza ahimè mi ha fatto conoscere mondi volutamente sconosciuti: L'INVASIONE DELLA CELLULITE NEL MONDO DELLE MIE GAMBE.
La prova costume ogni anno subisce una proroga con il seguito di varie imprecazioni e parolacce per il triste destino di un corpo femminile.
La consapevolezza di tutto questo ambaradam di fandonie, ogni giorno di più mi fa sembrare la copia Liddle della Littizzetto unita alla cadenza e alle teorie nazional-popolari sugli uomini di Geppi Cucciari. La conseguenza nefasta di questo stadio si chiama ogni santissima volta: spendi soldi per libri cagata.
Mi trovavo all'aeroporto. Mi aspettavano due ore vuote. Entro alla Feltrinelli e subito un messaggio subliminale ipnotizza il mio sguardo: MGM. Cosa significava quella sigla? Di una cosa ero sicura. Non avevo nessunissima voglia di lèggere pesantezze politiche, ecologiche o religiose. Quindi, se fosse stato un libro sui Maiali Geneticamente Modificati, non faceva per me. Tantomeno una nuova sigla del Pdl coniata da Re Silvio per autodefinirsi Maestà Grandissima Massima. Per non parlare se fosse stato il nome di una nuova Madonna trovata in qualche paesino disperso dell'estremo sud, tipo Madonna Maria Gennara.
In realtà indicava un concetto molto più semplice: MANUALE GIOVANI MIGNOTTE!
Sottotitolo: Ogni donna è seduta sulla propria fortuna.
Sfoglio un po' quelle pagine e leggo:"Altro che corsi di autodifesa e spray al peperoncino: un sorriso da finta oca è molto più utile per controllare l'aggressività altrui". Oibò, perbacco, acciderbolina!! L'autrice di questo libro non ha di certo scoperto l'acqua calda, ma in quel momento la sottoscritta necessitava di ricordarselo. Anche perchè, diciamocela tutta, non sono mai stata una grande emulatrice di una femme fatale. E i risultati si sono visti: pochi e somatizzati. La mia mente bacata decise che potevo tranquillissimamente buttare 15 euro per questa cagata di libro. Massì, accatastiamolo insieme al centinaio di copie simili :Come diventare bella ricca e stronza, Sdraiami, Gli uomini vogliono tutti la stessa cosa, Sola come un gambo di sedano; etc.
Se un uomo dovesse sbadatamente osservare la mia libreria, sicuramente penserebbe: E' UNA ZITELLA DISPERATA. Ma penso che penserebbe la stessa identica cosa anche senza osservare la libreria. Anche perchè per farlo, dovrebbe trovarsi a casa mia. E ciò significherebbe che è già stato compiuto un grande passo. E mi auguro vivamente che in quel miracoloso istante , costui non sia impegnato nell'osservare la mia collezione di cazzate. Magari potrò usarla come proposta alternativa alla collezione di farfalle, ormai demodè.
Sfoglio il libro e leggo: SMIGNOTTARE è GODURIOSO. Su questo non avevo dubbi. Anche i muri sanno che un uomo spera sempre che dietro un visino angelico e l'aria da bambina, si nasconda Cicciolina. SMIGNOTTARE è DIVERTENTE. Mi pare una logica conseguenza della prima affermazione. SMIGNOTTARE FA BENE. SMIGNOTTARE è BELLO. SMIGNOTTARE NON NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE. SMIGNOTTARE CON CAUTELA IN GRAVIDANZA. SMIGNOTTARE HA DIVERSI EFFETTI COLLATERALI. CONSULTARE IL MEDICO, E FARSELO.

sabato 6 giugno 2009

BUFFONATE DI CORTE: STORIA DI UNA LETTERINA E DI UNA LETTERATA




C'erano una volta la piccola Noemi e la piccola Emi, che avevano più o meno la stessa età e vivevano in due città diverse. La piccola Noemi sognava il Principe del Brunei, mentre la piccola Emi sognava ancora il Principe azzurro. La piccola Noemi voleva fare la letterina, mentre la piccola Emi la letterata.

N-"Mamma, mamma, da grande voglio fare la Silvio's girl!"
M-" Ma smettila, Noemi, tu da grande studierai e diventerai una donna colta, realizzata, con una famiglia ,dei bambini ,un giardino, un cane , la pasta barilla e le merendine del mulino bianco"
N-"Uffa, no, mamma, io voglio rifarmi le tettine e poi non voglio una famiglia, voglio un uomo vecchio e potente che mi faccia fare la vita delle Barbie."
M-"Ma che dici, Noemi, tu da grande sarai talmente bella da non aver bisogno di rifarti nulla"
N-"Mamma, mamma, ma almeno potrò rifarmi il conto in banca da grande?"

N-"Mamma, mamma, guarda, ho imparato il nuovo stacchetto delle Veline, lo vuoi vedere?"

La bambina si atteggia con movenze da piccola femme fatale...

"Ma che fai, Noemi, su forza, smettila e vai a ripassare le tabelline"
"Mamma, mamma, ma da grande potrò fare anche la Tabellina?""

La bambina continua a ballare intonando una strana canzoncina: Ullallaullalaulla lallà, Villa certosa, noi siamo quaa

"Ma, ma , Noemi, che stai cantando?? Dovresti sentire le canzoni dello Zecchino d'oro!"
"Infatti, mamma, sto imparando come guadagnare tanti zecchini d'oro".

Nel mentre in un 'altra città....

E- "Mamma, mamma da grande vorrò fare la scrittrice, la sceneggiatrice,l'autrice e la speaker radiofonica"
M- "Va bene, Emi, ma prima dovrai studiare tanto tanto e trovarti un marito che ti ami, ti rispetti e avere una famiglia, un cane, la pasta barilla e le merendine del mulino bianco"
E- " Mamma, mamma, ma esiste ancora tutto questo?"
M- " Certo che esiste. Nei sogni tutto può esistere"

E-"Mamma, mamma, ho scritto una poesia in versi endecasillabi sciolti, la vuoi leggere?"

La bambina inizia a declamare con aria da piccola intellettuale..: " Mi piace pensare e sognare, continuare a sperare. Vorrò sempre amare un bel principe vestito di azzurro o di blu, anche se al mondo non ne esistono più!".

M- "Ma che dici, Emi, vedrai che troverai anche tu il Principe Azzurro e realizzerai tutti i tuoi sogni"
E- " E mi verrà a prendere su un cavallo bianco?"
M- " Certo e ti porterà in un bellissimo castello!"

15 ANNI DOPO....

La piccola Noemi è diventata grande . Ha conosciuto tanti amici che la invitano sempre a tante feste divertenti. Un giorno Noemi si trova a Roma e un signore con il parrucchino la nota, proponendole di farsi fare delle fotografie..

N- "Sono bella, sono snella, voglio fare la modella".
S- "Certo, Noemi, ora ti farò salire sulla mia limousine bianca e ti farò conoscere il Re. Vedrai che lui realizzerà tutti i tuoi sogni"
N- " Ma quindi, se andiamo dal Re, io poi potrò salire anche sul trono di Maria?"
S- " Certo e poi potrai condurre anche I Sogni son Desideri"

Arrivano dal Re..

N- " Ma che bel castello , marcondindorindondello, ma che bel bordello marcondirondirondà!"
Re- " Che bella Principessa è arrivata alla mia corte. Ma come sei giovane! Puoi chiamarmi Papi, ma se vuoi potrò essere anche il tuo Grande Fratello!"
N- Oh Re, ma che occhi grandi che hai!"
Re- Per guardarti meglio, bambina mia!
N- Ma che bei capelli che hai!
Re- Tutto merito dei trapianti, bambina mia!
N- Ma che portafoglio grande che hai!
Re- Per mantenerti meglio bambina mia!

Così vissero felici e contenti..


Nel mentre in un'altra città...

La piccola Emi si è fatta grande, si è iscritta all'Università e si sta per laureare. Un giorno il Re la invita alla sua corte perchè necessita di un buffone di corte che accompagni il suo Menestrello per dilettare lui e i suoi ospiti...

Così, accompagnata dalle allegre note di un mandolino...


" Sua maestà eccomi qua,
sappia subito che non sono una
che la dà, ne oggi ne mai,
anche se questo mi ha messa nei guai.

Ho studiato tanto e me ne vanto,
e sui libri ho sofferto e pianto.
Ma mi accorgo che la gente
se ne frega che sei intelligente.
Devi essere ignorante o sgambettante.
Perchè chi è sapiente,
finirà col fare niente!

Mentre tu, Noemi cara,
ti sei messa a fal baldoria,
ottenendo fama e gloria,
sol con la tua storia.
E con il tuo gioco, festa e disinibizione
abbiam visto che ci resta
della nostra nazione!"

mercoledì 20 maggio 2009

Notte (di una settimana ) prima degli esami

(Immaginatevi il video di Notte prima degli esami di Venditti, perchè Youtube oggi ha deciso di scioperare e rompermi i maroni!)

20 maggio 2009.Ore 23. Gradi Centigradi: 27!
Si può dire proprio che non esistono più le mezze stagioni. E stavolta non è la coscienza da nonna che mi fa parlare. Sono le condizioni meteo.
Stamattina mi sono svegliata e sentivo una calura terribile invadere il mio corpo.
Di primo impatto ho pensato:"Oddio, sono gli ormoni che hanno organizzato la Rivoluzione". Ma poi, no, non poteva essere. Nessun sogno erotico. Guardo l'altra parte del letto ed è vuota. Ci sono solo io spaparanzata tipo balena tutta sudata.
Poi ho pensato:"Oddio sto entrando in menopausa!". Ma nulla, non era nemmeno quella la realtà, ma forse il sogno che stavo facendo le ore prima.
Spaventata e perplessa ho gridato AL FUOCO, AL FUOCO! Ma l'unico fuoco che c'era era l'afa soffocante che entrava dalla mia finestra.
Il termometro segnava 30 gradi ed erano le 9.30 di mattina. Mi aspettava una giornata davvero faticosa.
Foscolo stava lì, incartato dentro il libro. Giaceva sul divano, insieme ad una biblioteca intera sulla letteratura italiana del '700 e dell'800.
Non potevo farcela. Era impossibile affrontare 6 ore di studio matto e disperatissimo quando le fiamme dell'inferno erano entrate a casa mia.
Era il mio contrappasso.
Io, alla fine del mio percorso universitario durato ben 5 anni, rimasta con l'esame più tosto di tutto il corso, tanto più nella sessione estiva, dovevo patire e soffrire la pena. Lo sapevo che era una punizione divina. Non poteva che essere così.
Cerco una fonte di ristoro. Ho bisogno di energie, di tante energie. Moltissime energie. Troppe calorie.
Così decido di prepararmi un frullato di banana, bello fresco.
Fato volle che nel mentre sia tornata a casa la mia magica coinquilina con in mano un magico cornetto con la crema. Tombola. Bingo.
Zuccheri ingurgitati nell'arco di 10 minuti: tonnellate.
Tra tutti quei cuscinetti che in teoria dovevano depositarsi sul mio cervello e non sul mio fondoschiena e l'acutil fosforo, avrei dovuto avere il giusto sprint per affrontare i Sepolcri senza morire sepolta e Alle Grazie: Grazie, Graziella e Grazie a (sto) cazzo (d'esame!).
Le tempie sudano. Maledico Foscolo e mi domando come mai non gli sia caduta una tomba di quei maledetti in testa. Non suda solo il cervello. Sudo tutta. Le mie chiappe sono a forma del sedile del divano.
Alle ore 19 decido di abbandonare quella tortura ed uscire in cerca di un po' d'aria.
Ma dell'aria manco l'ombra. Cammino per le vie e sogno di camminare sul lungomare.
La mia versione Twilight si scontra con la marea di lampadati e marinati che incontro per strada.
Sono ancora e di nuovo sudata. Non vedo l'ora di tornare a casa e infilarmi sotto la doccia. Ecchimitrovo?? Una venditrice rompicoglioni che mi bracca per circa 20 minuti. Per liberarmi di lei ho dovuto inventare che mi sto laureando e sarei partita lontano,in Polinesia, tra una settimana. Nulla di ciò è vero. Ho dovuto toccare ferro per tutto il tempo. Il vecchio saggio dice: "Non dire laurea finchè non sei ubriaca con la corona in testa sul pratone della Sapienza"e "Non dire spiaggia finchè non sei spaparanzata su un lettino!".
Stremata e sfinita torno a casa. Penso che non reggo più. Sono segregata da un mese . Sto per vomitare Foscolo, Leopardi, Manzoni e tutti i loro amici.
Ora mi trovo seminuda sul letto a guardare Notte prima degli esami e mi vengono in mente due cose:

1) Tra una settimana esatta verrò sottoposta alla mia condanna a morte con queste prerogative: caldo, agitazione + CICLO. Sia mai che non voglia partecipare anch'esso ad un evento così importante. STRIKE!

2) La settimana prima dell'esame di maturità, avevo preparato circa 200 foglietti. Il giorno dell'orale mi presentai con sotto il costume da bagno e dopo aver fatto scena muta di fronte all'entropia, corsi al mare.
Ora al massimo potrei buttarmi a Fontana di Trevi. O dal balcone.

LA LETTERATURA NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE.