martedì 24 febbraio 2009

Buon complean(n)o Insalata!



Quella mattina , era solo una mattina.
Sembrava che sarebbe dovuta essere chissà quale incontenibile esplosione carnevalesca, perchè d'altronde cascava proprio a carnevale , ma in realtà era esclusivamente una giornata.
Lei si era immaginata mascherata da ballerina di samba brasiliana, circondata da tanti aitanti chicos latini , nonchè dai suoi amici , con un sorriso smagliante, un'abbronzatura magica e la cellulite magicamente scomparsa. Sperava che almeno quel giorno la sua cara amica ipocondria con tutto il suo seguito l'avrebbe lasciata in pace. Tra sè e sè scriveva l dialogo tra il suo Io e il suo Sè, tra il suo Conscio e suo SUBconscio, chiedendo lo sconto della pena almeno quel fantomatico giorno. Ma pareva che i saldi fossero finiti anche nella sua mente, lasciando spazio ai rimasugli stracciati della stagione passata e proponendo una nuova collezione di chissà quali altri strani viaggi paranormali.
Forse aveva visto troppi film, forse aveva qualche reminiscenza immaginata, forse coltivava ancora qualche speranza infantile, ma dal sorgere del sole, fino a tarda notte,il calendario le aveva ricordato solo che erano trascorse 24 h dal giorno precedente.
L'oroscopo aveva previsto fuochi , fiamme ,scintille e grandi bagordi. Invece col fuoco riscaldò la solita acqua per il consueto tea mattutino, si avvicinò alla fiamma per espandere il calore fino alle mani ghiacchiate e con la scintilla si bruciò un dito. Per il resto, pensò inutilmente ad inutili uomini balordi e tentò di placare quei vacui pensieri a suon di vagonate di ravioli.
Nutriva un banale amore-odio per quell'ormai trito personaggio alla Bridget Jones che stava diventando. Probabilmente era questione di abitudine o di rassegnazione o di overdose malsana di Sex and the City. Ma tra dieci anni si vedeva proprio così: una vorace scofanatrice di barattoli di Nutella ormai palesemente rassegnata al decadentismo , anche se in apparenza una lottatrice inarrestabile contro gli inestetismi. Una donna facile a pianto televisivo e sempre più propensa al melodramma, che trasferiva inconsciamente nella sua pseudo vita sentimentale. Vita sentimentale diventata presto psycho dopo aver collezionato un n numero di burattini con testoterone. Insomma, una zitella incallita! Ma in questo 2009 giocava ancora con la sua età nonostante fosse un gruzzolo non traboccante di anni.
Si divertiva a non ricordarsi quanti fossero. Diceva "E' qualcosa che a che fare con il trè,d'altronde è il numero perfetto...ah si 63, tanti auguri a me!". Sapeva di compierne 23, ma sapeva anche di non essere mai stata brava in matematica. forse per questo se ne sentiva per alcuni aspetti molti di più. Puro errore di calcolo del brain storming.
Quella sottile ironia era diventata la sua ancora di salvezza e lei lo sapeva bene.
Conosceva a menadito e nei minuziosi dettagli tutto l'almanacco dei suoi difetti. Li rivoltava come i calzini nel tentativo, spesso vano, di riuscire una volta per tutte ad indossare le calze nel verso giusto. E infatti sapeva bene quale fosse l'infausto destino delle calzature di una donna: l'incontenibile continenza dei collant, che la maggior parte delle volte ti stringono proprio lì, dove non dovrebbero. La falsa apparenza delle auto reggenti, che ti fanno credere di avere le gambe di 2 m e il sedere di Belen Rodriguez, finchè non suona l'allarme dello specchio con una luce fosforescente che evidenzia e cerchia i tuoi punti mosci e gonfi e la tristezza del calzettone nonchè del gambaletto.
Gli eventi che si susseguivano nella sua vita erano proprio così: un negozio antiquato di calzature, dove accatastati nel fondo del magazzino si trovavano anche montagne di intimità e pantofole del dr schoells.
E quel giorno sperava di poter correre a piedi nudi sulla riva del suo amato lungomare per assaporare il senso di libertà di cui aveva tanto sentito parlare, mentre alla fine si ritrovò co un paio di calzettoni con gli animali con scritto W LA SCUOLA e pure bucati!
Cielo grigio, felpa in pail, borsa dell'acqua calda, sindrome post-ciclo appena passato,sindrome preciclo di nuovo in arrivo, sindrome del luna park dell'ormone e via.
Quel giorno si era autoconvinta che almeno il suo senso gustativo avrebbe dovuto festeggiare. Forse le sue papille gustative sono le uniche fortunate a ricevere costantemente dei regali di un buon non compleanno.E quel martedì era proprio la data ufficiale. Quela in cui in genere ci sono musica e candeline e tutti ti cantano buon compleanno.
Ma intorno a lei c'era una mamma raffreddata, un'allegra fattoria e uno strano essere verde con le antenne, il cappello a cilindro e l'aria da maestrino che cantava BUON COMPLEA(N)NO INSALATA!

3 commenti:

Pupottina ha detto...

auguriiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

Anonimo ha detto...

Tanti auguri virtuali insalata, che la vita ti riservi la gioia che ricerchi.

E' sempre un piacere leggerti.

L.

laDurlindana ha detto...

Diamine, che 24. -_-"
Si sopravvive a queste giornate solo per poter bilanciare il karma divenendo la gaffeur ai compleanni altri.
Lo so d'esperienza.