venerdì 30 maggio 2008

Blasco time...

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Quando si dice che spesso azzardare vale proprio la pena!!! Il gesto improvviso e avventato di spendere 50 euro per andare al concerto del Blasco , ha dato risultati alquanto soddisfacenti.
Ma iniziamo dal principio...

E' tutto un equilibrio sopra la follia

Ore 20: io e Gina arriviamo all'Olimpico dopo aver sostato una buona mezzora in Tangenziale. La Farnesina era circondata da migliaia e migliaia di persone. Sembrava che dovessimo affrontare la guerra. Io ero conciata come un'emigrante nell' Atlantico: maglione, giubbotto, borsa a tracolla con litri d'acqua, macchina fotografica, un ombrello penzolante e addirittura una pesca. Gina aveva già iniziato da sola la sua jam session no-stop di tutta la discografia di Vasco dal 1977, in cui ancora non era conosciuto ma sotto la doccia cantava un inedito raro di cui ovviamente lei conosce il testo a memoria.
Mi ero promessa di non cenare dato che avevo pranzato come a Natale e Gina mi aveva portato un vassoio di dolcetti per supplire alle carenze d'affetto (che ovviamente ci siamo scofanate nell'arco di 1 ora). Son uscita di casa con 1 pesca.Ma ad un bar ho subito comprato 1 barretta di cereali e lì son finita a mangiare una pizza al cartoccio e un cornetto all'una e mezzo del mattino. Tombola!!!
Gina girava per tutte le bancarelle alla ricerca di una maglietta "meno trucida" possibile. Cielo volle che per fortuna sia rimasta a mani vuote se no non sarebbe mai uscita con me con una di quelle magliette dei concerti tamarre che si usano per fare le pulizie.


Fronte del palco


Ore 20.30: Cerchiamo di trovare due posti ma ci sembra di stare al macello come polli ammassati. Alla fine li troviamo miracolosamente proprio in linea d'aria con il palco. Dopo poco ci accorgiamo del perchè posti tanto beati fossero liberi. Dietro avevamo il "Liceo Benvenuto Burino "di Roma: 15 adolescenti in versione mix punk-tamarro che gridavano "Ole ole ole Vasco Vasco" già da 2 ore prima. Ma soprattutto di fronte avevamo nientepopodimenoche "L'indulto": 3 avanzi di galera che ispiravano solo timore. Ad uno mancavano circa 5 denti e chissà come li aveva persi. Un altro aveva un braccio che sembrava il codice a barre di un prosciutto: tutto completamente tatuato. Emanavano odore di alcool a km di distanza e si saranno fatti si e no 5 canne in 5 minuti. Iniziavamo a sospettare una brutta fine...

Basta poco

Ore 21: Io e Gina ci stiamo scattando 40 foto deficienti. Si spengono le luci principali, si accendono i Neon e si inizia a cantare.
Delle prime canzoni non ne conoscevo manco una. Attorno a me erano tutti infogati che cantavano a squarciagola senza saltare nemmeno una parola. Io fingevo un playback arrangiato per non stare immobile come un palo ad un concerto che pareva brutto. Intanto l'indulto aveva iniziato il suo percorso di distruzione.
Vasco inizia a scaldarsi. Scorrono un paio di canzoni che finalmente arriva il repertorio conosciuto. "La noia la noia la noia la noia la noiaaaaaaaaaaaaa, non ci credevo +". La prima canzone conosciuta calzava a pennello con il mio status periodico. Ma io volevo infogarmi, aspettavo con ansia le canzoni storiche.
Ed ecco che alle note di Rewind tutti saliamo sulle sedie e iniziamo a ballare "La la la la la fammi godere...La la la la la fammi morire". In preda alla foga ho mandato msg gratis con questa frase. Ora ho paura delle conseguenze. Ma ad un concerto questo ed altro. Gina nel mentre che si scatevana, scuoteva la sua vescica, che già dalle 20 iniziava a sembrare un limone spremuto. E quando succede questo è sempre una tragedia per lei e per gli altri che devono riuscire a farle fare pipì.

Siiiiiiii stupendo

ore 23: Il concerto prosegue in modo stupefacente. Finalmente le conosco tutte. 50.000 persone formano un'unica cosa sventolando le braccia con gli accendini in mano sulle note di Sally. " Perchè la vita è un brivido che vola via. E' tutto un equilibrio sopra la follia. Vivere davvero ogni momento con ogni suo turbamento e come se fosse l'ultimo". Questa è una delle frasi + belle che abbia mai sentito. L'aria di commozione aleggia su tutti. Ma è soprattutto con "Stupendo" che sfocia il delirio. In cielo risuonava un canto universale. Tutti, dai bambini di 4 anni con la fascetta di Vasco, ai signori di mezza età , cantavano a memoria , senza fermarsi un attimo, immobili e concentrati nelle loro emozioni.

Senza parole

ore 00.15. Il concerto è finito. Con la canzone mito "Albachiara" Vasco conclude la prima data romana de "Il mondo che vorrei" 2008. Siamo rimasti tutti "Senza parole". Anche se ha saltato non solo questa canzone cardine, ma anche "ogni volta", "una canzone per te" "E...", "Vado al massimo" ed altre che secondo me dovevano essere un obbligo ad un suo concerto. Non andavo a sentirlo dal '98 o giu di lì, quando a Cagliari disse che i sardi erano tutti delle pecore. Mi ero promessa di non andarci più, ma ogni volta che sapevo di un suo concerto ,ho sempre avuto il desiderio di tornarci. Sebbene non sia una patita, so che un concerto di un mito musicale che ha una carriera di 40 anni è sempre uno spettacolo grandioso. E così è stato...
Peccato che appena è finito, ha iniziato a diluviare.

Con tutte quelle bollicine

ore.01.00. Siamo bloccati al parcheggio dell'Olimpico. Fuori sta cadendo il diluvio universale. Gina sta per avere un'esplosione renale, dobbiamo cercare assolutamente un bagno. Tutti gli stabili addetti ai bisogni umani sono invasi da file chilometriche. Gina sta per morire. Decido quindi di agire come faceva mia mamma quando ero piccola: la porto dietro le sterpaglie per la pipì alla campagnola.
Attraversiamo i cespugli mentre fuori la pioggia continua incessantemente. Cerco di fare da bodyguard e muraglia cinese per coprire Gina che nel mentre sembra una gallina che cova le uova, ma nulla, siamo circondate da uomini piscianti che inibiscono una donna nell'atto complicato di fare pipì.
Non vediamo altra soluzione. Dopo un po' Gina decide di avventurarsi in quelle cabine "epatite C, AIDS, sifilide e lebbra" che mettono per strada.
Al ritorno ci ha confessato che è stata l'esperienza + traumatica della sua vita. Tutti noi speriamo che uno di questi giorni non si svegli ricoperta di pustole bianche con pus che le invadono il corpo!

E sorridere dei guai, così come non hai fatto mai

ore 1.30. La fame imperversa. Decidiamo di andare a prenderci un cornetto notturno. Completiamo l'opera, perchè si sa, quando uno riesce a godere dei piaceri della vita e dei vizi, lo deve fare bene e con qualità.Quando c'è l'amicizia, l'atmosfera di un concerto plateale, la musica, gli imprevisti che ti fanno morire dalle risate, c'è sempre anche un cornetto fragrante che fa da ciliegina sulla torta!!!!

4 commenti:

Lady Cocca ha detto...

inutile dire che.. non ho letto il post!! dia, non si può!! già me lo trovo spiaccicato in msn tutto il giorno, non posso vedermelo anche nel tuo blog..!! eh no, dai, basta!! ;)

Pupottina ha detto...

ciao... beata te che sei stata al concerto! TDF non l'hai incontrata? era lì senza testa fresca

Pupottina ha detto...

è ancora a Roma TDF ma si mortifica perché non sa cosa succede in sua assenza ed a me tocca indagare... Sicuramente Vasco valeva più di ogni altra cosa se non risponde al cellullare che vada a farsi friggere... morto un papa se ne rifà un altro... il mondo è pieno di aspiranti... basta solo saperlo scegliere meglio da subito...i buoni nella marmaglia sono pochi ed i peggiori hanno imparato a recitare la commedia degli indecisi...
ciao e byuona serata...
a domani

Anonimo ha detto...

ho consigliato a Gina...di portarsi un pitale..con sé la prox volta....