lunedì 19 maggio 2008

L'isola che non c'è




Ho trovato la soluzione ad ogni problema, tranne a quello della sindrome premestruale. Ma forse sarebbe una soluzione anche a quella.
Ho trovato la riprova che nel mondo esistono luoghi dove ti viene voglia di mandare a fanculo tutta la tua vita quotidiana e stabilizzarti lì , per sempre.
Penso che se ci fossi andata con il solito e ripetitivo uomo ideale che aspetto come si aspetta Godot, nessuno avrebbe avuto più mie notizie.
Questo luogo si chiama Isola di Saona e si trova a largo di Bahiaibe (v. foto).
E' un luogo da cartolina, dove anche se sembri come me una mongolfiera, ti sembra di essere la sirenetta.
Ho capito che l'obiettivo della mia vita, ma credo quello di tutti, è trasferirsi in quell atollo e al massimo aprire un chiosco di spaghetti.
E' una di quelle isole che vedi solo in film come Laguna Blu, in Lost o all'Isola dei Famosi e pensi siano il frutto della scenografia. Solo sabbia finissima, palme, vegetazione tropicale e una piscina naturale di una sfumatura di celeste che sembra un dipinto. Non c'è altro. Al massimo 2 o 3 chioschetti di parei. Poi ci sei solo tu.
Chissene frega della laurea, chissene frega dei kg di troppo, chissene frega del primo venuto che fa lo stronzo. Tutti i miei malditutto passerebbero in un istante. Tutte le coliti, appendiciti, tettiti, puff, svanirebbero magicamente. Per non parlare degli esami inutili di una facoltà inutile della società occidentale inutile. Massì ma chissene frega, vivi tutto l'anno in costume e pareo, abbronzato, a cucinare spaghetti scotti agli escursionisti del luogo. Poi , quando arrivano gli uragani, torni in Italia a non fare nulla.
Pensate che la gita comprendeva anche il catamarano. Mentre navigavamo io ero spaparanzata a poppa, bei caraibici muscolati venivano ogni 5 minuti a offrirti cuba libre come se fosse acqua, bob marley di sottofondo, mancava solo la "contestualizzazione naturale" come dissi a mio padre. Dopo Bob Marley, un mix di bachata che sempre quei sculettatori ti invitavano a ballare galantemente. E quando ballavano uuuuuuuuuuu era tutto uno spettacolo. Ti cingevano i fianchi con le mani, stringendoti forte a loro e iniziavano ad ondeggiare sinuosi e ti veniva caldo, ma caldo, che già ce n'era, in più tutto quel cuba libre, e quelle onde corporee , insomma c'è stata una strage di turisti e turiste che son morti di infarto su quella barca.Ora capisco perchè lì sono sempre tutti sorridenti. Pensate che il contesto era talmente tanto idilliaco e surreale che mio padre era pure disposto a contestualizzare naturalmente!!! In genere mi farei 3000 paranoie ovviamente di fronte a lui,ma lì no, eravamo tutti tranquilli a goderci tutti quei piaceri, anche se alla fine non si è contestualizzato fino alla fine.
Di fronte a tutto ciò, qualcuno mi spieghi come faccio io ora a studiare l'encelopatia spongiforme bovina di cui non me ne frega nulla, come faccio a non disperarmi perchè la pillola mi ha fatta diventare enorme , come faccio a scontrarmi con la realtà quotidiana noiosa ???
Non chiedo nient'altro. Giuro che smetterei di rompere le palle a tutti. Mi basterebbe stare lì , tranquilla, a mangiare pesce e ananas, bella magra, con un bel ragazzo, a rotolarmi tipo Brooke Shields in Laguna Blu con il biondino, ad ondeggiare bachata, bere cuba libre e non pensare a nulla!
So di essere ripetitiva, ma già ero fissata con questo sogno di vita da quando a 9 anni ho visto per la prima volta il film, in più figuriamoci ora che sono stata in un posto simile e sto attraversando il periodo che ben sapete!

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Esordiasco col dire che mi metto l'i pod nelle orecchie e mi metto anche io ad aspettare Godot. Posso aspettarlo qui...ma direi che l'idea di aspettarlo in un'isola caraibica mi alletta molto di più della mia stanza..se poi mi storidisco con i cuba libre..ANCORA MEGLIO!!ma arrendiamoci alla realtà delle nostre camere, e anzichè aspettare mettiamoci a studiare la sindrome di "spongebob" di cui non ci frega nulla..baci
Laura

Callista ha detto...

Vengo anch'io, vi prego, portatemiiiii...

Fratello di Muu? ha detto...

Guarda che non c'è nessun problema col papà. All'inizio era scocciante poi mi sono abituato. E' un ottimo rapporto, non ti preoccupare. Ciao

Mat ha detto...

pensa, sarà che da buon isolano la mia isola di saona l'ho trovata dentro di me.

questo dico a tutti per giustificarmi dopo averli mandati a fanculo!
:)

patty ha detto...

beh, in effetti passare dal mare tropicale alla mucca pazza dev'essere una figata!!!!!
ps:cmq il chiosco di spaghetti è geniale!!!!!!diventerei una botte eh..ma tanto nn mi vede nessuno!!!!^___^

LaGina ha detto...

mmmm, direi che alla pace dei sensi potrei anche arrivarci per gradi ... prima dell'isoletta tropicale, potrebbe contribuire molto al raggiungimento della felicità massima&totale il riuscire ad entrare in un paio di pantaloni taglia 40 :D

bdp ha detto...

ENCE che??? O__O

cmq emy, se vuoi aprire un chiosco di spaghetti hai già trovato due socie sicure!!! la prospettiva mi alletta parecchio! :D